Balentes ecco l’oscura verità dietro l’oasi di vacanza in Sardegna (video)

E’ una delle isole più belle d’Europa, una popolare meta turistica per artisti del calibro di Catherine Zeta Jones, Gwyneth Paltrow e Leonardo DiCaprio, un set cinematografico per i film di Hollywood. Eppure la sabbia dorata della Sardegna è stata scelta come luogo privilegiato per impianti di produzione e test militari, questo paradiso appartato sta diventando una zona interdetta.
Gli isolani dicono che gli eserciti internazionali e grandi aziende hanno inquinato l’acqua e l’aria con sostanze chimiche che stanno procurando il cancro alle persone. Gran parte della costa ora è inaccessibile, rendendo la Sardegna, una meta meno attraente per il turismo, la sua più grande industria.
Lisa Camillo Satta antropologa e regista, con madre sarda e padre australiano, ha vissuto per quasi quindici anni a Sydney, quando ha deciso di tornare al suo paese di origine e scoperto cosa stava succedendo è inorridita, ha detto: «Voglio che questa distruzione si fermi, rivoglio la mia isola, voglio che il mio popolo abbia il diritto alla salute e il benessere».

Lisa Camillo Satta per il suo documentario di denuncia “Balentes” (significa “soldati di valore” – leggi più avanti, guarda il trailer) ha lanciato una campagna di ricerca fondi su Crowdfunded. Finora ha ricevuto 30.256 dollari su 180.000 dollari necessari per far vedere il film in tutto il mondo. Mettendo al bando le industrie pesantemente inquinanti e le servitù militari devastanti, spera di poter contribuire al rilancio di un’economia eco-sostenibile, basata sul turismo, artigianato e produzione di nicchia eno-gastronomica.
Lisa Camillo Satta ha detto: «Perché siamo la discarica d’Europa? Perché fermare l’economia e il turismo? Mio padre è un marinaio, ma per la maggior parte dell’anno non riesce a circumnavigare l’isola. Questa regione autonoma d’Italia a lungo è stata considerata come terra da sfruttare. Centinaia di anni fa era soprannominata “panificio di Roma“, i suoi terreni erano utilizzati per la coltivazione, spazzati via da una grande deforestazione per costruire le ferrovie.
La Sardegna, la seconda più grande isola del Mediterraneo dopo la Sicilia, diversi decenni fa è diventata un luogo di conquista per le multinazionali come l’anglo-svizzera Glencore con i suoi siti estrattivi di zinco e piombo.
La marina statunitense fino al 2008 nell’arcipelago aveva una base di sottomarini, l’esercito israeliano in questa zona ha preso parte alle esercitazioni e la NATO recentemente ha tenuto la sua “più grande esercitazione dal 2002“, in una zona di diversità biologica».
Le bombe ora sono testate in Sardegna, le armi sono prodotte in giganteschi impianti. Lisa afferma che le persone si ammalano a causa di microparticelle di metalli e rifiuti chimici che inquinano l’approvvigionamento di acqua o sono sepolti nella terra. Il suo film di denuncia ha raccolto il dolore di genitori che hanno perso i loro figli militari annientati dal cancro dopo aver svolto servizio in Sardegna, e quello di scienziati che hanno incolpato gli eserciti e le grandi imprese multinazionali responsabili dell’inquinamento. Lisa Camillo Satta ha detto:
«Questo sta accadendo in luoghi di grande conflitto, come il Kosovo, noi non abbiamo avuto una guerra in Sardegna».
La Sardegna con una popolazione di 1.633 milioni di abitanti sta già vedendo esaurire le risorse della sua terra con i giovani in lotta per trovare lavoro, e gli esperti a prevedere che il numero di abitanti potrebbe scendere a solo un milione entro dieci anni se la Sardegna continua nel suo percorso attuale.
Lunghi tratti della costa settentrionale sono stati acquistati dal Qatar, mentre Michael Harte, Chief Information Officer per la Commonwealth Bank, nel 2013 ha acquistato all’asta la vicina isola corallina di Budelli.

Lisa Camillo Satta presenta Balentes

Lisa Camillo Satta ha aggiunto:
«Siamo stati colonizzati, le esercitazioni militari avvelenano l’isola. Questa situazione deve finire. Gli Stati Uniti hanno Area 51, si trova in mezzo al nulla a migliaia di chilometri distanti da qualsiasi cosa, quindi è difficile danneggiare le persone».
I sardi sempre più spesso stanno protestando per riconquistare il controllo della loro isola, lottano per la rappresentanza in parlamento in Italia e per attirare l’interesse di sostenitori internazionali. Jason Benjamin artista australiano ha trascorso diverse settimane a dipingere le persone che compaiono nel film di Lisa. La mostra nel marzo 2016 è in programma presso l’Australian Institute of Architects di Sydney.
La Sardegna era una terra incontaminata è stata abbandonata e la sua gente sta soffrendo. Il tempo stringe per ripristinarla per portarla al suo antico splendore, come il gioiello della corona del Mar Mediterraneo.

Balentes
Balentes è un termine sardo che significa valorosi, coloro che si battono per la giustizia sociale, per difendere il debole dal prepotente. Tutti i personaggi del film sono dei “balentes” che, senza arrendersi, combattono le loro battaglie per avere la propria giustizia. Purtroppo i sardi hanno dimenticato che sono sempre stati guerrieri, che hanno combattuto nemici d’oltremare e sopravvissuto le invasioni, come le stesse nuove scoperte archeologiche stanno oggi testimoniando questa antica identità del popolo sardo, con i ritrovamenti dei Giganti di Mont’e Prama, alti guerrieri in roccia, pronti ad attaccare gli invasori con coraggio e valore.
Balentes è un documentario che racconta la Sardegna di oggi in modo obiettivo e disincantato, senza nascondere le sue gravi difficoltà, le speranze e fallimenti della sua storia recente. Proiettato in anteprima nei più importanti film festival internazionali contemporanei, tra cui Cannes, Tribeca (NY), Sundance Film Festival, La Biennale di Venezia, Festival di Berlino, Balentes porta all’attenzione del pubblico internazionale, il caso emblematico della Sardegna, isola unica al mondo e territorio vassallo per eredità storica.
Ricchissima di risorse appetibili, di bellezze naturali e tradizioni genuine rimaste intatte nei secoli proprio grazie al suo isolamento, oggi è impoverita e ridotta alla fame da speculazioni e scelte sbagliate. E’ un caso esemplare, di cui il film mette in luce i meccanismi più eclatanti, non senza cercare, con interviste e proiezioni, prospettive di futura prosperità.
Per Balentes è stata usata la cinepresa Red Epic, di altissima risoluzione, 4K, usata nelle produzioni holliwoodiane ma tecnologia ancora rara in Italia e in Sardegna.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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