Avete problemi a scaricare iOS7? Ecco perché non vi dovete sorprendere

Mercoledì 18 settembre 2013 è stato il giorno del lancio di iOS7, Apple per l’aggiornamento sta lottando per far fronte al carico sui propri server tra IPhone frustrati e gli utenti iPad che su Internet ricevono messaggi di errore quando cercano di portare a termine il download del più recente sistema operativo mobile di Apple.

Aggiornamenti di Apple, una storia che si ripete
Tutto ciò non dovrebbe sorprenderci. L’esecuzione di servizi di rete non è mai stata uno dei punti di forza della società di Cupertino. Apple due anni fa, ha sperimentato problemi simili quando gli utenti si precipitarono a scaricare iOS5. I problemi risalgono a tempi più remoti, Apple per più di un decennio, ha lottato per costruire una solida suite di servizi di cloud computing. Tali servizi sono stati afflitti da un rallentamento delle prestazioni, interruzioni, e strane anomalie.
Il colpevole, in ultima analisi, è la cultura aziendale di Apple. Apple è una società di progettazione-centrica ossessionata più di ogni aspetto sull’esperienza dell’utente. La filosofia di Apple orientata all’utente lo rende tra i migliori al mondo a produrre hardware elegante e bello, interfacce utente intuitive, ma quello stesso design e l’approccio mirato all’utente, diventa una responsabilità quando si tratta di costruire servizi di rete che richiedono attenzione ai dettagli nelle zone molto lontane dall’interfaccia utente.

Provare, provare di nuovo
Steve Jobs nel 2000 aveva annunciato iTools, una suite di servizi online con incluso iDisk, un precursore di Dropbox. Il servizio è stato rinominato Mac nel 2002, rinominato nuovamente come MobileMe nel 2008, ed è stato infine sostituito da iCloud nel 2011.
Tutti questi servizi sono stati afflitti da problemi di affidabilità e prestazioni. Steve Jobs nel 2008, poco dopo il lancio problematico di MobileMe, contrariato convocò una riunione con gli sviluppatori di MobileMe per avere informazioni: “Potete dirmi cosa deve fare MobileMe?”. Dopo aver ricevuto lumi su come MobileMe doveva lavorare, Steve Jobs, ha risposto: “Allora, ca*** perché non lo fa?”.
Apple non è andata meglio con iCloud. Il servizio ha avuto molti degli stessi problemi del lancio di MobileMe. Hayley Tsukayama giornalista, esperta di tecnologia ha scritto che iCloud è stato afflitto da “interruzioni del servizio”, e che “gli utenti hanno segnalato problemi con l’autenticazione e l’accesso ai loro account di posta. Apple ha avuto critiche interruzioni in febbraio e agosto.
Gestire il servizio online è difficile, per alcuni è più difficile, ad esempio, le interruzioni di Apple sono spesso misurate in ore, mentre quelle di Google con più probabilità sono misurate in minuti. Le interruzioni recenti di Apple hanno colpito il tre per cento degli utenti, mentre una delle più gravi interruzioni di Google ha interessato lo 0,02 per cento degli utenti.

“I designer parlano per Steve”
Uno sviluppatore ha detto: “iCloud nel concetto è piuttosto semplice, tuttavia molto deve essere fatto dietro le quinte, ognuno ha un ruolo da svolgere altrimenti l’intero servizio si fermerebbe.
Google organizza i suoi tecnici in tanti piccoli gruppi e assegna a ciascun gruppo le risorse e l’autonomia di cui hanno bisogno per assicurarsi che il loro spazio nella vasta infrastruttura software di Google sarà efficiente e affidabile.
I dirigenti di Google evitano il controllo eccessivo dei loro dipendenti. Invece, misurano ossessivamente tutto il possibile per tenere i team responsabili per le loro prestazioni; quest’approccio decentralizzato è una responsabilità quando si tratta di design dell’interfaccia utente. Le scelte ingegneristiche compiute dal basso verso l’alto, spesso non assicurano alle applicazioni di Google di avere interfacce semplici e coerenti. Come risultato le applicazioni di Google sono spesso disordinate e confuse.
Apple prende l’approccio opposto, partendo con l’esperienza utente e procedendo a ritroso verso decisioni tecniche.
John Scully CEO di Apple ha detto:
«I progettisti sono le persone più rispettate nell’organizzazione. Tutti conoscono i designer che parlano in nome di Steve, quelli che hanno avuto contatti diretti con lui».
La struttura gerarchica, con i tecnici subordinati ai designer, è in grado di progettare prodotti belli, facili da usare. I progettisti possono testare intensamente gli aspetti di un nuovo prodotto in sintonia all’utente, facendo in modo che il software sia reattivo, con i menu e i pulsanti organizzati al meglio, di certo non possono preoccuparsi di andare a scoprire i problemi con i servizi di rete. Un sistema che potrebbe funzionare perfettamente con un migliaio di utenti può fermarsi con dieci milioni di utenti.
Gli ingegneri subordinati ai progettisti possono rendere difficile per i team di progettazione che lavorano nelle profondità dell’infrastruttura di Apple di ottenere il tempo, l’autonomia e le risorse di cui hanno bisogno per rendere i loro servizi a prova di proiettile prima di essere rilasciati per il pubblico.
Apple quanto stava sviluppando l’ultimo iPhone ha assunto un piccolo esercito di tester di progettazione orientato a fare in modo che ogni aspetto dell’interfaccia utente fosse all’altezza degli standard di Apple. Il prodotto per i consumatori fondamentalmente lavorerà nella maniera con cui è stato fatto nel laboratorio, dunque questo stile di test è ottimo.
E’ scontato che nessuna quantità di testing pre-release sarà in grado di scoprire rallentamenti nelle infrastrutture che fa funzionare il iCloud. Rendere i servizi di rete affidabili richiede tecniche diverse. Tali tecniche sono naturalmente nella cultura tecnico-centrico di Google. Il processo di sviluppo di Apple, affinato da anni con la produzione di iMac, iPod, e iPhone, semplicemente non è adatto al compito.

Fare una cosa e farla bene
Tim Cook il CEO di Apple, probabilmente non potrà migliorare il problema cloud computing dei servizi online, Apple dal 2011 non ha dato segnali confortanti in tal senso.
Le culture aziendali cambiano lentamente, nessuna azienda è brava in tutto. Microsoft domina il mercato per il software IT aziendale ma lotta per competere sul campo di dispositivi mobili orientati al consumatore e con Google non riesce a stare al livello dei servizi online di Apple.
Google da parte sua con deludenti risultati ha cercato di scimmiottare i prodotti di Apple, così come il suo sforzo per sfidare Facebook con Google Plus. Ogni azienda è costruita per fare molto bene qualcosa di specifico, fatica quando si avventura fuori la sua zona di competenza, quindi non bisogna aspettarsi che Apple risolvi al più presto i suoi problemi con il cloud computing.
In conclusione se amate i dispositivi di Apple, dovreste sperare che continuino a costruirli perché le caratteristiche che consentono ad Apple di produrre ottimi prodotti come  iOS7 sono un fattore importante nella mediocrità dei suoi servizi online.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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