Asimo il robot umanoide più veloce del mondo impara la lingua dei segni (video)

E’ quello che c’è al suo interno che conta. Potrebbe sembrare molto simile ai vecchi modelli, ma l’ultima evoluzione di Asimo il bianco robot androide dell’Honda combina migliorata intelligenza, destrezza e più velocità.
Satoshi Shigemi ingegnere capo tecnologia robotica di Honda supervisore Asimo, ha detto:
«Il piccolo robot Asimo ha fatto un successivo passo avanti da una “macchina automatica” a una “macchina autonoma”. Ora può guardare a ciò che è intorno e di conseguenza modificare il suo comportamento, ad esempio, per evitare la collisione con una persona che cammina verso di lui. Le sue sensibili mani possono afferrare un bicchiere di carta senza romperlo ed è fluente nella lingua dei segni americana e giapponese. Ha battuto anche il proprio record mondiale di velocità di marcia di un robot umanoide, ora è di 9 chilometri l’ora».

Il primo Asimo (acronimo di Advanced Step in Innovative Mobility) è stato progettato nel 2000, nel tentativo di arrivare alla creazione di un umanoide. Alto 130 cm è in grado di utilizzare anche il complesso linguaggio dei segni.
Asimo è destinato ad aiutare le persone in varie situazioni di bisogno, come gli anziani, o quelli in zone disastrate. Non può ancora essere acquistato nei negozi. Parti della tecnologia sviluppata da Honda per il progetto Asimo sono state utilizzate per aiutare gli sforzi di pulizia presso la centrale nucleare giapponese di Fukushima.
La nuova intelligenza artificiale di Asimo recentemente svelata in Belgio, include la capacità per il robot di distinguere diverse voci in una stanza, anche quando più persone parlano allo stesso tempo.
Addetti ai lavori mettono in dubbio la fattibilità dei piani di Honda di vedere molto presto i robot umanoidi nella nostra vita. Andra Keay, amministratore delegato di Silicon Valley Robotica, editorialista di Robohub, ha detto:
«E’ bello vedere i risultati della ricerca in interazione uomo-robot che l’Honda sta facendo, ma la realtà è che Asimo ha bisogno di essere molto più economico prima che possa diventare un robot di famiglia. Forse la direzione che in questo momento ha preso Jibo è la più appropriata perché interagisce con tutti i membri della famiglia, vede, sente, parla, impara, aiuta e riferisce, cambiando radicalmente il nostro modo di interagire con la tecnologia. Stiamo entrando in un’epoca ricca di profondo apprendimento automatico da esseri umani».

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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