Articolo 18 – Fornero, che fai, ridi? … (vignetta)

Art. 18, quando licenziare diventa facile e conveniente


Materialmente senza l’articolo 18, i licenziamenti sarebbero più facili e si andrebbe verso una atomizzazione dei lavoratori, sempre più alla mercè delle scelte dei datori di lavoro.
Sono tempi difficili per il lavoro in Italia. I giovani, per la maggior parte, ne sono sprovvisti, o comunque ne hanno uno precario, e ora non sono di certo in arrivo buone notizie dato che anche l’articolo 18, con tutta probabilità, verrà in qualche modo intaccato. In tempi di crisi licenziare un dipendente deve diventare facile e veloce, o comunque convienente; questo è il messaggio che viene trasmesso quasi quotidianamente dal governo e dagli economisti del mainstream. Del resto è molto più facile licenziare i lavoratori uno per uno piuttosto che licenziarli in blocco, l’unione fa la forza, ed è proprio grazie all’unità di intenti che i lavoratori sono riusciti, nel corso del XX secolo, a conquistare diritti e prerogative che fino ad allora erano per loro una vera e propria utopia.
Con la crisi però tutto questo rischia di finire, e si rischia di tornare indietro nel tempo, quando i lavoratori erano ciascuno da solo di fronte al proprio datore di lavoro, che poteva allontanarli dal lavoro in un qualsiasi momento, per un qualsiasi motivo. Certo, siamo nell’era della globalizzazione, tutto è in mutamento e il lavoro non è certamente più quello di una volta, tuttavia la connessione tra organizzazione del lavoro e diritti del lavoratore non è certo stata resa desueta dal progresso, anzi. Cosa potrebbe cambiare se venisse meno l’articolo 18, rimasto ormai uno degli ultimi capisaldi, forse solo simbolici, di un’era che ormai è finita? Innanzitutto diventerebbe più facile licenziare, basterebbe inviare una lettera a un singolo lavoratore, e non sarebbe nemmeno necessario specificare con chiarezza i motivi del licenziamento. In questo modo il datore di lavoro tornerebbe a essere un vero e proprio “padrone” che, in quanto proprietario dell’azienda, non dovrà nemmeno perdere tempo a motivare al lavoratore i motivi della sua insindacabile scelta. Licenziare i lavoratori in blocco sarebbe più difficile, ci vuole l’obbligo di comunicazione preventiva ai sindacati e al ministero del Lavoro, lungaggini che diventano quasi insopportabili quando si sente il bisogno di ristrutturare l’azienda per massimizzare i profitti.
Tanto meglio licenziare i lavoratori uno per uno, l’unico limite che incontrerebbero i datori di lavoro sarebbe quello numerico: potranno licenziare massimo quattro lavoratori in quattro mesi, non di più, ma sempre meglio che niente. Qualora dovesse passare la linea proposta da Fornero e soci, licenziare diventerà facile, facilissimo, e soprattutto verrà meno l’obbligo di far rientrare il dipendente al lavoro in caso di licenziamento illegittimo. >>Leggi tutto

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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1 thought on “Articolo 18 – Fornero, che fai, ridi? … (vignetta)

  1. Ha ragione Saturninox che l’altro giorno scriveva che si sta sempre più convincendo che quelle famose lacrime… non fossero d’imbarazzo, ma era semplicemente in preda ad un orgasmo.

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