Amore lapidario (Foto)

Una lapide non comune quella che si nota coricata sul “letto tombale” di Laurence Matheson, all’interno del cimitero Mt. Macedon nello Stato di Victoria (Australia). La moglie ha fatto realizzare la particolare scultura per esprimere il suo amore esclusivo ed eterno solo per il defunto marito [vedi foto].
La pietra tombale (dimensioni: 460 mm d’altezza, 2020 mm di lunghezza per 800 mm di profondità), è stata creata nel 1987, scolpita nel marmo statuario di Carrara dall’artista australiano Peter Schipperheyn, nato a Melbourne nel 1955. Il titolo dell’artistica opera lapidaria è “Asleep” (addormentata).
Peter Schipperheyn, l’artista australiano, ricorda con particolare commozione ed affetto la figura di Laurence Matheson, l’uomo cui è stata dedicata l’artistica lapide, una persona influente che ha segnato gli albori della sua carriera, aiutandolo finanziariamente per farlo uscire dall’anonimato e diventare un ottimo scultore. Ecco il suo ricordo.
«Nel 1981 incontrai un individuo straordinario: Laurie Matheson. Lui acquistò il più gran lavoro realizzato agli inizi della mia carriera, un intaglio a grandezza naturale di Cinzia [“mia moglie”] esposta alla mia prima mostra personale. Furono necessarie otto persone per collocare la scultura marmorea nel giardino della residenza di Laurence Matheson. Dopo molte parolacce, sbuffate e un dito quasi schiacciato, riuscimmo a sistemare la statua. Al termine del lavoro, Laurie Matheson, che aveva imprecato e sudato insieme con noi, si presentò sottolineando che gradiva moltissimo la mia scultura. Io, ingenuo e povero scultore, non mi ero reso conto che Laurie Matheson era l’acquirente della mia statua, l’avevo scambiato per un semplice operaio, vedendolo lavorare al mio fianco per collocare la statua.
Laurie era felicissimo, per celebrare l’avvenimento (acquisto e sistemazione della statua in giardino), invitò me e mia moglie Cinzia a bere coppe di champagne. Parlammo del più e del meno, lui mi chiese dei miei progetti futuri. Io risposi che il desiderio più grande era quello di ritornare in Italia, a Carrara, per intagliare un enorme pezzo di marmo. Purtroppo, squattrinato com’ero, potevo limitarmi solo a sognare un evento simile.
Laurie si allontanò un attimo, ritornò poco dopo per mettermi in mano un bel po’ di soldi, dicendomi:
“Perché non torni a Carrara e realizzi per me una grande scultura?”
Io esclamai: “Perbacco! è fantastico è stupendo tutto questo”.
Iniziai subito a lavorare su un modello in miniatura in creta per sviluppare l’idea della scultura. Dopo qualche giorno tornai con il modello in miniatura per farlo vedere a Laurie. Andai nella sua casa in paese a Melbourne dove Laurie aveva organizzato una festa per i suoi amici d’affari russi. Preso dai festeggiamenti mi disse di sistemare la scultura al centro del tavolo. Io guardando la miniatura poggiata sul mobile, già sognavo di scolpirla nel marmo. Quando Laurie riuscì a sganciarsi per un attimo dai suoi amici russi, mi prese in disparte per chiedermi l’ammontare del costo dell’anticipo per realizzare l’opera. Io balbettai il prezzo dell’anticipo, per me una vera fortuna. Laurie senza dir niente si allontanò per alcuni minuti, tornò e con mio enorme stupore mi pagò anticipando l’intero ammontare del costo della statua.
Chiesi a Laurie se era necessario apporre la firma su un regolare contratto, lui mi guardò negli occhi dicendomi:

“Ho preso questa decisione, non è necessaria la firma su nessun contratto, non penso che Lei è così sciocco da dissipare l’opportunità che questo lavoro che ho commissionato può rappresentare per il suo futuro”.
Io mi pizzicai per assicurarmi che non stavo sognando. Dopo qualche giorno, insieme a mia moglie Cinzia, partimmo per l’Italia. Ci aspettavano dodici mesi incredibili a Carrara, un intero anno per realizzare la grande scultura commissionata da Laurie e tante altre sculture per la mia seconda mostra personale.
Malinconicamente dopo alcuni anni Laurie si ammalò e in breve tempo morì.
Io – sottolinea Peter Schipperheyn -, lo penso con grande affetto, ringraziandolo per aver dato una svolta straordinaria alla mia vita.
Nel 1987 – conclude Peter -, mi ha contattato Christina, la moglie vedova di Laurence Matheson. Per sottolineare l’espressione esclusiva della fedeltà e amore eterno per il marito, mi chiese di creare un’opera di marmo da collocare come pietra tombale. Nacque così l’idea che mi portò a realizzare la scultura di una figura femminile – con queste caratteristiche -, cui ho dato il nome di “addormentata”».

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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8 thoughts on “Amore lapidario (Foto)

  1. Flor, baciotto, grazie per l’urrà :-).
    Rea, bella la foto della scultura dell’angelo è la prima volta che la vedo, baciotto*

  2. bentornato virtual, hai sempre molta classe nelle tue segnalazioni.

    spero vada tutto bene

    BasilicataNotizie

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