Trapianti d’organo: “Non lo voglio più”, rimosso il pene trapiantato a un cinese

Trapianti d’organo: “Non lo voglio più”, rimosso il pene trapiantato a un cinese

Primo al mondo a sottoporsi a un trapianto di pene, un cinese di 44 anni è diventato il primo uomo a cui è stato rimosso il pene trapiantato.
L’intervento era perfettamente riuscito ma l’uomo – dopo 14 giorni -, ha chiesto e ottenuto la rimozione del “nuovo” pene, per gravi problemi psicologici, non meglio specificati.
Per l’esperto di trapianti, il professor Andrew George, il problema non è chiaro, forse l’uomo dopo 14 giorni dall’intervento, un periodo troppo breve per avere la perfetta funzionalità del pene trapiantato, voleva avere un rapporto sessuale con la moglie che a sua volta, sempre per problemi psicologici, può aver rifiutato l’incontro con il ‘nuovo’ arrivato”.
Il dott. Jean-Michel Dubernard, chirurgo, altro esperto di trapianti (ha effettuato il primo trapianto al mondo della faccia su una donna), ha così commentato:
“Possono esistere problemi psicologici seri per i pazienti sottoposti a trapianti di faccia e di mano. Non è semplice specchiarsi e vedersi con la faccia o la mano di un altro. Problema psicologico che può aver colpito anche la moglie del cinese sottoposto a trapianto, sollevando molte questioni”.
Per la comunità scientifica il trapianto effettuato dai specialisti cinesi è considerato un successo, anche se l’uomo sottoposto al trapianto ha successivamente rifiutato di convivere con il pene di un altro.
Dopo il trapianto di faccia a una donna e quello della lingua umana a un uomo, questo del pene è un nuovo passo avanti per la chirurgia dei trapianti, una speranza concreta per gli uomini che per incidenti o difetti di nascita, vedono drammaticamente compromessa la loro vita sessuale.
Fonte: liberamente tradotto da DailyMail

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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7 thoughts on “Trapianti d’organo: “Non lo voglio più”, rimosso il pene trapiantato a un cinese

  1. Dovrebbe essere pazzesco avere delle “parti” che non sono le proprie soprattutto se non sono organi interni e quindi “invisibili”.

    Non so come potrei reagire se dovessi subire un simile trapianto.

    La medicina ha potenzialità incredibili, ma la comunità scientifica può veramente considerare un successo questo trapianto? Voglio dire, questo a mio avviso è un successo “tecnico”, ma il paziente cioè il soggetto del intervento non è un “oggetto”, sul quale è sufficiente il gesto e la parte meccanicistica, quindi una “vittoria” che coinvolge solo una parte e non il tutto non mi sembra così sensazionale anche perché il paziente non ha avuto giovamento.

    Forse sbaglierò io…

    Un saluto

    Rigel

  2. oddio!!!

    certo che se già quando ti trapiantano una mano si hanno problemi di “identità” perché non la si riconosce come propria, figuriamoci con un pene!

    …questi cinesi non si accontentano mai!

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