Sinceramente quello che ha deciso la Suprema Corte di Cassazione dopo 87 anni, mi lascia sgomento. Non ho parole, ha condannato quel gesto valoroso che ho compiuto il 6 agosto 1916, quando, con i miei compagni, ero impegnato a giocare una “partita leale” per onorare la “maglia”.

Ricordo nitidamente quell’azione che oggi la Cassazione ha condannato, facendola passare per un reato e non per un “gesto eroico”
In pochi erano al corrente che io giocavo con una protesi, perché avevo una gamba amputata. Così nel momento in cui ho visto “l’avversario” varcare i “confini” dell’italica area, istintivamente ho pensato di colpirlo con una entrata a gamba tesa, ma non avendo la gamba, l’ho colpito eroicamente con la mia stampella.

Proprio per questo, oggi dico che questa condanna ed altre precedenti, prese così “su due piedi”, non potranno mai più cancellarmi dalla storia.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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0 thoughts on “

  1. Caro il mio, la soluzione è semplice: FLETTERE I MUSCOLI, si ricordi: FLETTERE I MUSCOLI

  2. Momi, così non è più un “gioco”, il 4° uomo fa finta di non vedere e poi gioca sempre fuori dal campo 🙂 un baciotto*

  3. ciao Pattinando…mi hai chiamato Momi, ma il baciotto me lo son tenuto ugualmente. E’ accaparramento indebito? Posso?

  4. Scusa Patt, ma non ti avevano dato la medaglia d’oro per quel gesto? Ed ora una condanna??? Eh, brutta roba il revisionismo storico, non si può mai stare tranquilli!!! Ciao e buona serata 😀

  5. a gamba tesa.
    la uso spessissimo come espressione. ma di solito mi riferisco a interventi verbali che faccio, decisi e il più delle volte sproporzionati 🙂

  6. Che fai? ‘metti in discussione’ la magistratura????…ahahahahahah…lasciamo perdere, che è meglio!!!!!!

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