Ero in fila all’ufficio postale di Gardengreen City, quella mattina del 12 settembre del 1898. Gardengreen City, è un piccolo sobborgo a 90 miglia da Darwin che, per il circondario, è la città più importante nel raggio di 60 miglia. Le operazioni allo sportello procedevano a rilento, perchè l’impiegato era occupato a ricevere, via telegrafo, un dispaccio di agenzia e appena ricevuto, veniva commentato con un un laconico: “i soliti imbecilli”. Come sempre, le notizie che arrivavano via telegrafo, dopo alcuni minuti, venivano reclamate dagli astanti, curiosi di conoscere l’argomento della notizia. Passavano alcuni minuti e l’impiegato, nel più assoluto silenzio, leggeva, il contenuto del dispaccio, commentato subito dai presenti che attendevano in fila il proprio turno davanti allo sportello. ” Una donna di 38 anni, è stata operata urgentemente con taglio cesareo, non era incinta”; questo era il preambolo del testo del dispaccio che aveva appena letto l’impiegato. Erano trascorsi 15 minuti ed ero già fuori dall’ufficio postale, dopo aver consegnato una mia missiva per la spedizione. Tutti non riuscivano a capire il motivo che aveva portato i medici ed ostetrici dell’Ospedale di Darwin a commettere un così grave errore. Conoscendo la signora Lursteny Marie, ostetrica, in pensione, una vera istituzione di Gardengreen City, sono andato subito a trovarla per raccontargli l’accaduto. “Lo sapevo che un giorno o l’altro sarebbe accaduto. Devi sapere che …..”.
Ho ringraziato la signora Lursteny e di corsa mi sono avviato all’ufficio postale per spedire un telegramma alla redazione del News Garden City e metterli al corrente del vero motivo che aveva portato i medici ed ostetrici dell’ospedale di Darwin, ad intervenire sulla signora, con una operazione di taglio cesareo. La signora Lursteny Marie, mi aveva raccontato che dieci anni prima, precisamente il 7 settembre 1888, al City Hospital di New York, era stata adagiata in un “grembo artificiale”, una piccolissima neonata, Edith Eleanor McLean, nata prematura, permettendogli di superare brillantemente le prime settimane di vita. Tutto merito dell’invenzione di un suo amico, medico francese che aveva collaudato e brevettato la prima incubatrice, modellando un contenitore dalla struttura in legno, vetrato e imbottito con morbidi panni, riscaldato, vaporizzato e dotato di un termometro per regolare la temperatura.
All’ospedale di Darwin, l’incubatrice brevettata in America, arrivò dopo due anni, quando ormai, la signora Lursteny Marie era andata in pensione e non era mai stata utilizzata perchè da quell’epoca, non vi erano state occasioni di parti prematuri. Passarono altri otto anni ed è storia di ieri. Quando all’ospedale è arrivata la signora, i medici e gli ostetrici, non rendendosi conto che aveva solo dei forti dolori addominali, generati da una luculliana cena a cui aveva partecipato in casa di parenti, hanno predisposto l’incubatrice, operato in fretta e furia la signora, convinti che era giunto il sospirato, fatidico momento.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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  1. Innanzi tutto volevo ringraziarti per la semplicità della spiegazione per la pubblicazione delle immagini. GRAZIE GRAZIE GRAZIE!!!!!!!!!!! Interessante anche il tuo post! Io ne so qualcosa di ospedali e medici… ho subito un trapianto allogenico dio midollo e per alcune complicanze mi sono fatta due anni di opsedale, clausura e sedia a rotelle… ma lo racconterò… Baci Luce

  2. mito per la spiegazione di come si inseriscono le immagini. Mi spieghi anche come si mettono le proprie su uno spazio web per inserirle nel blog?

    thnx in advance

  3. E’ passato più di un secolo ma non mi stupirei se qualcosa di simile accadesse nei nostri ospedali:))
    Bello il pupattolo della foto, buona notte e buon w/e!

  4. grazie!!! HO seguito il tuo consiglio e finalmente ho messo immagini (orreeende) nel mio blog. (ora mi mancherebbe solo capire come faccio a toglierle se non mi piacciono più…)

  5. La foto c’è … lo giuro!!!!!!! Io la vedo e nonostante i numerosi farmaci che ancora prendo, non credo di avere allucinazioni. (Scherzo!) Sono passati tre anni dal trapianto e ancora vado in DH due volte la settimana. Ora va un pò meglio, ma è un cammino lento, lento, lento, lento, lento…. Ma io ho tanta pazienza!!! Baci Luce

  6. Evviva, sto insrendo immagini a tutto spano, le cancello, le sposto, senza nemmeno sceglierle. Oggi mi hai fatto venire la mania delle immagini.Ma vedo che c’era una bella frotta di imbranati tipo me.
    Ti linkero per gratitudine

  7. Ciao Patt!!! Sono un pò assente in questi giorni perchè sto sistemando il pc… ma spero di finirla alla svelta, ho voglia di “chiacchierare” un pò con te!!!
    Grazie dei baciotti e delle “stritolate”… che ricambio… Un grosssssso baciottone da Mama.

  8. ..ero un po’ in arretrato..ma ho rimediato e, ho letto tutti i tuoi post..e che dire? Sei sempre il Grande e Spassoso Pat..ma ciò che più apprezzo di TE..è quello che riesci sempre a comunicarmi quando passi da Me..sei tanto caro..e così incredibilmente Dolce ocn Me..Ti abbraccio forte forte…:o)

  9. dammi una mano, non riesco più a scrivere sul mio blog 🙁
    Vorrei tanto scrivere di me ma non riesco, perchè non posta più i messaggi??

  10. Ma…nn c’era un’altra foto ieri ,di un altro bimbo o io ho le travvegole? E’ vero nn solo è un piacere venire da te e leggerti ma c’è anche il piacere di trovare “il tuo commento” e…lasci la scia di un fresco profumo di buon gusto!Ciao ali

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