L’amico ritrovato

Che fine ha fatto Attilio? chi non ha avuto in vita sua un Attilio da cercare? un amico d’infanzia, un compagno di scuola, un commilitone, un collega di lavoro, persi di vista?
Ricordando i tempi  delle elementari, è affiorata nella mia mente la figura di Attilio. Ho chiesto ai vecchi compagni di scuola, se avevano notizie  di Attilio e Attilio, dopo un giro telefonate è stato rintracciato.
"Ciao, sono Attilio", – mi ha detto al cellulare – "Ho faticato molto a ricordarmi di te e di tutta la classe. Mi ha fatto piacere il vostro interessamento".
Attilio, il piacere è nostro. Cosa hai fatto di bello in tutti questi anni?
"Ho avuto delle vicissitudini che mi hanno segnato per tutta la vita; come si suol dire, non navigavo in una botte di ferro.
Per fortuna adesso le cose vanno bene. Rifacendomi a quella brutta esperienza, ho avuto una folgorante idea commerciale che mi ha  tolto letteralmente dalle spine".

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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23 thoughts on “

  1. a proposito dell’appello di bimba… hai letto del tipo che ha cercato di suicidarsi bevendo la varichina ma qualcuno l’aveva aspirata dalla coinfezione con una siringa e sostituita con un succo di frutta? z

  2. Accettiamo umilmente ogni critica, ma permettimi di dire che non e’ questo l’obiettivo del Museo del Blog. E’ un progetto che ci sta a cuore. Un Museo che racconta di noi. 12 Gallerie curate in modo semplice ma splendido. 5 Redattori e varie collaborazioni. Il blog postselezionati sara’ il luogo da cui partiremo tutti per arrivare finalmente nell’incantevole e ufficiale Museo. Naturalmente nato dai bloggers di virgilio ma che, come vedi, vuole accogliere altri amici. Se hai altri dubbi o desideri da chiederci, ti consiglio di scrivere alla redazione: [email protected]. Grazie comunque e una felice giornata^_^

  3. noooo, il loculo nooo: sembrano rotoloni di carta igienica abitabili. Te lo immagini un villaggio tutto così, a 7, 8 piani (di leggerezza)

    (sempre grande Patt.:)…)

  4. @ Zop, praticamente l’hanno fregato perché qualcuno ha fatto una lavanda gastrica al Tetra Pak 🙂

  5. volevo ringraziarti per gli utili consigli che ci sono sui tuoi blog.

    Grazie alle tue indicazioni ora leggo i miei blog preferiti (te incluso naturalmente) con feedredear!

    Grazie:))

  6. però non è male come idea….certo farà un po caldo li dentro…però solo per dormire credo sia comodo….ma che sto dicendo? sto impazzendo…ps che canzone mi avrebbero dedicato? 😉

  7. … nel commento di prima mi sono dimenticata di dirti che riesci sempre a fare dei collegamenti geniali;-)

  8. Spero siano fissati a terra, altrimenti si rotola come i criceti dentro la ruota! Un bacio, caro Patti PS: sì, era quello il dibattito 🙂 e l’Iride Cafè è propri lì vicino… vado che tra un po’ prendo serivizio 🙂

  9. Insomma…tutti pronti per la cremazione…:(

    ma che lugubri…porca pupazza!!

    Mit freundlichen grussen.!!

    Claudia

  10. Brrrrrrrrrrrr… che impressione!!!!!

    Sapevo che anche i giapponesi alloggiavano in camere di albergo tipo loculi del Verano, ma mai così lugubri……

    p.s. lascialo perdere Attilio :)))

    Baciotto e buona giornata *

  11. fantastico veramente!

    io ho un’amica perduta nei meandri del mondo e non so come rintracciarla, ma forse seguendo il tuo blog spunterà all’improvviso

  12. io sono disposta a pagare ben 25 euro ma il bagno lo voglio! posso mica girare di notte in mutante a cercare dove fare pipì??!!! ….

  13. una decina di anni fa’ cercavo una sistemazione in un campeggio di Capo Corso, a Centuri, mi hanno proposto una specie di grossa bara su quattro paletti, con un coperchio con fori di ventilazione, c’era singolo e doppio (io ero con mia moglie), sembrava un alveare…

    credevo fosse uno scherzo, invece era tutto vero, mi hanno detto che spesso ciclisti che facevano il tour della Corsica si fermavano, specie quando pioveva… Per fortuna a Centuri ho poi trovato un residence vero.

  14. Mi sono subito venuti in mente i capsule-hotel o’capuseru hoteru’, nati in Giappone negli anni 70 per opera dell’architetto Kurokawa Kisho, che si presentano come cubicoli in plastica di 150 cm per 200 [ a prezzi che vanno dalle 2800 Yen (24,05 Euro) ai 4000 Yen (34,36 Euro)] …

    Quindi niente di nuovo sotto il sole… anzi una nuova sensazione di disagio… Passi pure per i giapponesi, che sono piccoli … ma qui in Europa…NOOOOOOO

  15. @Caprettetibetane, a me ha colpito questa immagine che pubblicizza

    l’Hotel ultra economico indicato dal link del post che ho scritto.

    Io ho collegato questa immagine alla “Botte” in cui ha finito i suoi giorni di vacanza Attilio Regolo :-).

    Ciao*

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