In vino veritas

I bloggers cyber-vignaioli, sono creature alticcie, usano la webcam per le loro fantasie, investono i loro risparmi per bere il solito quartino di vino.
Un buon cyber-vignaiolo d’annata che si rispetti è sempre brillo, evita accuratamente di fare pochi passi per raggiungere l’osterie sotto casa, gira alla larga dalle enoteche distanti qualche isolato.
Quando ha voglia di bere il suo benedetto quartino, il cyber-vignaiolo, diventa ancora più alticcio: alza i gomiti, singhiozza allegramente e alla velocità di un click eccolo catapultarsi a migliaia di chilometri di distanza dalla sua abitazione.
Il cyber-vignaiolo per coltivare il suo sogno, galoppa con la webcam, uno sfizio tecnologico che arricchisce la sua fantasia.
E’ il momento del quartino di vino, il cyber-vignaiolo ha voglia di bere. Eccolo scrutare i suoi grappoli d’uva, raccogliere quelli maturi, portarli in cantina, metterli sotto il mouse e nel breve volgere di una pigiata a mani nude, trasformare tutto in autentico sogno. Sognando la California, ha fatto il vino.

per diventare un cyber-vignaiolo
da Repubblica.it
Creare il proprio vino in California senza muoversi da casa – Seguendone produzione, raccolta e imbottigliamento via internet.

Webcam e amore per il vino
nasce l’era dei cyber-vignaioli
di DONATELLA MULVONI

 
ROMA – Produrre il proprio vino sulle colline californiane senza mai metterci piede? E’ possibile, grazie al web. Basta avere un computer e una connessione a internet per seguirne – attraverso il sito americano che promuove questo originale progetto – tutte le fasi, dall’approntamento delle vigne, alla raccolta dell’uva fino all’imbottigliamento. L’idea è venuta a Crushpad, un’azienda vinicola che con la sua iniziativa online elimina le barriere fisiche e permette a tutti gli appassionati, esperti e non, di produrre dei vini pregiati americani da qualunque parte del globo.

Primo passo da compiere per diventare dei veri e propri cyber-vignaioli è iscriversi al sito e rispondere a una trentina di domande fondamentali per sostenere il processo di vinificazione a distanza. Le decisioni da prendere sono trenta. Decisive. Tra queste: la qualità del vino da produrre, la scelta della vigna, le modalità della raccolta, la temperatura da adottare per la fermentazione, il tempo di invecchimento e il tipo di imbottigliamento. La risposta a tutte le domande permetterà allo staff del sito di individuare con esattezza la qualità del vino richiesto.

Per curare nei dettagli ogni aspetto ed essere sicuri di ciò che si sta facendo, è possibile seguire, in tempo reale, ognuna di queste tappe grazie a un sistema di webcam. E’ necessario – sottolineano gli organizzatori – che ogni iscritto controlli con frequenza tutte le fasi della produzione.

Ma la produzione del sito non è solo un fatto tecnico, è anche culturale e quindi collettivo. Per questo il sito offre anche una "stanza di discussione privata" dove i clienti di Crushpad possono interagire, scambiarsi le informazioni e controllare se si sono verificate variazioni rispetto alla vinificazione originale progettata.

Ogni cliente dovrà ‘produrre’ almeno 220 litri di vino. Naturalmente questo servizio è a pagamento e i prezzi variano in ragione del livello di partecipazione scelto al momento dell’iscrizione e delle vigne nel quale si è deciso di produrre. Così si può spendere da 3900 dollari fino a 5900, il prezzo per bottiglia varia da 13 a 20 dollari. Alla fine di questo processo i vinificatori a distanza si vedranno recapitare a casa il vino prodotto in California.
(11 luglio 2005)

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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25 thoughts on “

  1. arrivo in ritardo, e fuori tema, per giunta! ma che figata lo studio aperto news e il polygen!!!

    splash!

    p.s.: quel mare e quel cielo, se si potessero esportare, cambierebbero colore! 🙂

    splash!

  2. devo consigliarlo a mia nonna, metterò la web cam nella sua vignia e facciamo vino piemontese, se qualcuno vuole iscriversi…

  3. grazie per la segnalazione, pat, non me ne sarei mai accorta perchè IO le vedo ancora, le vecchie gif sul mio blog… colpa mia che non faccio mai log out, e non pulisco mai la cache… ;-P

    splash!

  4. Questo tuo post mi ha fatto ricordare che dovevo partecipare ad un concorso di poesia ” Versi distillati” (il tema era la Grappa – figurati!) Ormai è scaduto, ma la grappa non mi suggerisce niente…:(

    Baci Patt e spero che il bel tempo sia arrivato anche da te!

    Claudia

  5. hauahuaha…no xò mio zio è alcquanto appassionato di degustazione “vinaiola”… è nu ‘mbriacon! (chiaramente pessimo)

  6. nemmeno qui i temporali sono finiti…prova la grappa al cirmolo!!!L’ho provata in Alto Adige, è D E L I Z I O S A !!!!!! Peccato che però l’ho fatta cadere per sbaglio con una gomitata ed il bicchierino è finito in frantumi sul pavimento!!! La grappa si è poi riversata sul cuscino della sedia dell’albergo…sigh.

    Bacco

    Claudia

  7. la mia è una scelta x certi versi coraggiosa…x certi versi istintiva.. sta di fatto ke se st’anno andrà d merda si confermerà la peggiore delle ipotesi…kiaramente la scelta pessima! =D

  8. Ma cos’è? Un nuovo tamagochi? (si scriverà così, poi?) Un bacio caro Patti… wrooooooooooooooooom

  9. Sono ‘offesa’! Il vino è una cosa seria… non ci si può giocare sopra… hic…hic…hic….

  10. ma che cavolata è?

    ..però hanno inventato un bel sistema per far vendere vino….

    un sorriso da astemia

    veradafne

  11. Un abbraccio, insieme ai complimenti (sempre con un pizzico d’invidia per la tua bravura) per la varietà e la bellezza dei tuoi post. harmonia

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