Il dopo referendum, ripercussioni anche in Sudafrica

Manto Tshabalala è una corpulenta donna Sudafricana, fervente cattolica, ricopre la carica di Ministro della Sanità (ricorda la nostra Rosy Bindi, che è stata sul punto di diventare suora, poi dopo una solenne promessa di castità, ha scelto di percorrere la carriera politica).
Tshabalala, non è diventata suora ma ha fatto di peggio. Il suo paese ha il più alto numero di morti per Aids e lei, da fervente "prevaricata" cattolica, per non contravvenire alle indicazioni del Papa,  ha fatto sparire tutti i preservativi, obbligando la popolazione a utilizzare il ritrovato di sua nonna: aglio e limone per tutti.

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Vaticano/ E Benedetto XVI condanna il preservativo…
Sabato 11.06.2005 16:40 da Affariitaliani

Il Papa ha dichiarato che gli insegnamenti della Chiesa in difesa della castità rappresentano "l’unico metodo sicuro per combattere l’Aids, che sta devastando l’Africa nera", ribadendo l’opposizione del Vaticano all’uso dei preservativi, una linea di principio intransigente a cui si oppongono gli organismi internazionali, gruppi scientifici e gran parte dell’opinione pubblica mondiale. Nella tradizione cattolica la castità del singolo è la completa astinenza, e quella dei coniugi è l’unione sessuale esclusivamente tra di loro. Benedetto XVI ha discusso del tema dell’epidemia causata dall’HIV durante l’udienza collettiva concessa ai vescovi di Sudafrica, Botswana, Swaziland, Namibia e Leshoto in visita ad limina (la visita che sono tenuti a rendere al Pontefice ogni cinque anni).

In Africa vivono 40 dei 60 milioni di persone che nel mondo sono infette dall’Aids. Uno studio Onu ha previsto che entro il 2025 moriranno di questa malattia più di 80 milioni di africani e che il virus contagerà più del 20% degli abitanti del continente, se non saranno ampliati i programmi di prevenzione, basati sull’uso del preservativo, e la somministrazione in massice dosi delle medicine che permettono di controllare l’aggressività del virus, trasformando l’Aids in una malattia cronica.

Il Papa ha così difeso la linea tradizionale che ha caratterizzato la Chiesa durante i 26 anni e mezzo del pontificato di Giovanni Paolo II. Già da prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, aveva osteggiato l’uso degli anticoncezionali. Negli ultimi tempi molti missionari cattolici in Africa e alcuni teologi vaticani sostengono che non si possa accettare l’uso del preservativo come anticoncezionale, ma che rappresenta "il male minore" per difendere la vita contro il pericolo dell’infezione letale dell’Hiv.
Benedetto XVI ha poi proseguito sottolineando "con grande preoccupazione" come la struttura della vita africana sia "minacciata dal divorzio, l’aborto, la prostituzione, il traffico di esseri umani e una mentalità che favorisce l’uso degli anticoncezionali", che è "tutto quel che contribuisce alla distruzione della morale sessuale" nel continente. Papa Ratzinger ha poi detto ai vescovi che sta pregando "per le vedove, gli orfani, le giovani madri e per tutti quelli che hanno visto la loro vita distrutta dalla crudele epidemia".

Il Sudafrica è uno dei Paesi più colpiti nel mondo dall’epidemia di Aids. Un adulto su cinque è infetto, ossia 5,6 milioni di persone. Più di un milione di bambini sono rimasti orfani a causa del virus, che è la prima causa di mortalità nel paese di Nelson Mandela, con un 30% di decessi nel 2000. L’epidemia colpisce soprattutto l’Africa subsahariana, anche conosciuta come Africa nera. "E’ urgente che ci si impegni nello sforzo di combattere il virus che non solo uccide ma anche minaccia seriamente la stabilità economica e sociale del continente", ha detto il Papa ai vescovi sudafricani. Nelle ultime due settimane il nuovo Pontefice ha ribadito le tradizionali posizioni della Chiesa praticamente su tutti i temi di morale sessuale, opponendosi in modo assoluto anche a divorzio e aborto.

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Polemiche per la terapia suggerita dal responsabile della Sanità nella seconda conferenza nazionale in corso sulla malattia
Sudafrica, il ministro propone
aglio e limone contro l’Aids
Protestano i sostenitori dei farmaci antiretrovirali
di ANNA MARIA SELINI di Repubblica.it

DURBAN – E’ polemica in Sudafrica, dopo la proposta del ministro della Sanità locale, Manto Tshabalala, di una dieta a base di aglio e limone come rimedio contro l’Aids.

Secondo quanto riportato dalla pagina web della BBC, il ministro avrebbe proposto la singolare terapia durante la seconda conferenza nazionale sudafricana dedicata all’Aids, in corso a Durban, sulla costa orientale del Sudafrica. Immediate le reazioni dei sostenitori dei farmaci antiretrovirali, che avrebbero già chiesto le dimissioni del ministro.

La signora Tshabalala, sosterrebbe infatti, che i medicinali considerati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) l’unico rimedio efficace per frenare la malattia, provocherebbero numerosi e indesiderati effetti collaterali.

Il Sudafrica è uno dei paesi al mondo con la più alta percentuale di malati di Aids: 5 milioni le persone sieropositive, pari a uno su cinque adulti. Ma nonostante la larga diffusione della malattia, il governo sudafricano ha iniziato la distribuzione di farmaci antiretrovirali solo da due anni.

Il gruppo ‘Treatment Action Campaign’ ha chiesto, oltre alle dimissioni del ministro, anche una dichiarazione solenne del governo, in cui si affermi che gli antiretrovirali sono il rimedio più efficace contro la malattia.

Alla conferenza, iniziata questa mattina e in corso per quattro giorni, partecipano più di 3000 persone, tra scienziati, medici, attivisti e politici.

 

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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