Referendum 4 SI

REFERENDUM N. 1 (SCHEDA AZZURRA)
LIMITE ALLA RICERCA CLINICA E SPERIMENTALE SUGLI EMBRIONI

Conviviamo, direttamente o indirettamente con malattie che colpiscono indiscriminatamente milioni di persone in tutto il mondo: Infarto, Fibrosi cistica, Autismo, Sclerosi multipla, Morbo di Parkinson,  cancro, Osteoporosi, Lesioni del midollo spinale, Ictus, Sclerosi laterale amiotrofica, Alzheimer.
Perché impedire alla scienza di utilizzare le cellule staminali embrionali per sperimentare cure efficaci per debellarle?

La legge sulla fecondazione assistita, vieta l’utilizzo delle cellule staminali embrionali, permettendo solo l’utilizzo di cellule staminali prelevate da cellule adulte. La sperimentazione, vuole percorrere anche la strada delle cellule staminali embrionali, perché può risultare più breve e efficace per raggiungere l’obiettivo di cure efficaci.
Il problema che si pone è di vitale importanza perché – dal mio punto di vista -, un conto è utilizzare le cellule staminali "elettorali", per curare malattie patologiche come il berlusconismo, il bossismo, il buttiglionismo e il rutellismo; un altro è parlare seriamente della limitazione imposta dai "patologici" e pensare che si potrebbero curare malattie gravissime, aiutando la scienza a fare sperimentazione con le cellule staminali embrionali.
Purtroppo, ingerenze di chi ha il compito di "curare"  solo l’anima, impediscono a chi ha il compito di "curare" il corpo, di svolgere il proprio lavoro di sperimentazione.
Ho chiesto a Dulbecco, di intervenire per spiegare perché è giusto votare SI anche per questo referendum.

Lascio la parola a Renato Dulbecco, premio Nobel per la medicina e presidente onorario del Comitato scientifico internazionale di Telethon (intervista rilasciata a L’Espresso)

La legge 40 è folle. E umiliante per la medicina. Perché impedisce di combattere i killer del nostro tempo.
 
È un’umiliazione per la medicina: non è tenero il giudizio sulla legge 40 del premio Nobel per la medicina e presidente onorario del Comitato scientifico internazionale di Telethon, Renato Dulbecco. Lui se ne sta laggiù, nella terra della speranza per ogni bioscienziato, la California che a stragrande maggioranza ha approvato con uno specifico referendum popolare una disposizione che autorizza e finanzia la ricerca sulle cellule staminali embrionali. E guarda al referendum che aspetta la sua povera Italia con un misto di incredulità e sconforto.

No, gli scienziati proprio non capiscono perché, per legge, da un lato si impedisca loro di cercare terapie per i peggiori mali; e, dall’altro, si proibisca di usare quanto hanno scoperto sino a oggi per prevenire la nascita di bambini malformati, destinati a una vita di sofferenze, come fa questa legge con lo stigma sulla diagnosi prenatale. E Dulbecco, presidente emerito del Salk Institute for Biological Studies a La Jolla, è come gli altri: rispettoso di ogni convinzione religiosa, ma profondamente convinto che scienza e religione siano linguaggi affatto diversi, e che, in fondo, la teologia non c’entri niente con la medicina e il suo dovere di curare le malattie: un mandato molto terreno, molto più semplice di qualunque disquisizione etica.
Voto SI

Professor Dulbecco, il 12 giugno gli italiani saranno chiamati a pronunciarsi sul referendum abrogativo di quattro articoli della Legge 40-2004. Uno di questi quesiti propone agli elettori di eliminare le norme che vietano qualunque tipo di ricerca scientifica su embrioni a qualunque stadio di sviluppo, estendendo il divieto non soltanto agli embrioni che si produrranno nel futuro ma anche a quelli sino a oggi congelati. Cosa ci perdiamo?
«Sappiamo ben poco di queste cellule. Ma ciò che sappiamo ci indica chiaramente che possono essere la strada per arrivare a battere i grandi killer del nostro tempo, dall’Alzheimer, al Parkinson al cancro».

Alcuni importanti scienziati sostengono che le staminali embrionali non sono indispensabili. E che le terapie più promettenti si incontrano lavorando sulle cellule staminali adulte che non pongono problemi etici. È d’accordo?
«Questo è un argomento di cui si è dibattuto a lungo e su cui è bene essere chiari. Inizialmente si pensava che le cellule staminali potessero essere trovate soltanto negli embrioni, vero e proprio serbatoio di cellule indifferenziate capaci di generare, e quindi rigenerare in caso di malattia, tutti i tessuti del corpo umano. Poi, si è scoperto, invece, che quasi tutti gli organi hanno cellule staminali progredite che hanno funzioni specifiche in quel particolare organo e che possono essere utilizzate per ripararlo. Non solo, altri studiosi hanno riscontrato come queste cellule d’organo possano dar luogo a diversi tessuti, e questa scoperta ha fatto pensare che si potesse rinunciare alle embrionali. Ma non è così. Innanzitutto perché altre ricerche hanno dimostrato che le staminali dei diversi organi non sono così potenti come le embrionali. E poi, perché, comunque noi non sappiamo esattamente quali siano tutte le loro potenzialità».

Insomma, limitare il lavoro scientifico alle staminali adulte significa rinunciare a sapere cosa c’è dietro l’angolo?
«Esattamente. Ma non solo. Perché noi sappiamo bene che, se è vero che le staminali di ogni organo possono essere utilizzate per riparare quell’organo, e che le staminali del midollo osseo possono funzionare in diversi organi, sappiamo anche che le embrionali possono rigenerare qualunque cosa. Dunque, sappiamo che non c’è paragone tra quanto si può fare con le adulte, e già oggi spesso si fa per fortuna, e quello che si farà con le embrionali».

Cinicamente si potrebbe però dire: questi sono studi che pongono problemi etici, lasciamoli fare agli altri, godremo ugualmente dei risultati della ricerca fatta in paesi che hanno una diversa sensibilità religiosa.
«In Italia questa è la regola. Prenda ad esempio la ricerca farmaceutica: un tempo in Italia se ne faceva tanta e di buona qualità, e c’erano industrie in grado di produrre terapie innovative. Oggi, non è più così. L’Italia è solo un mercato di farmaci studiati e pensati altrove che noi ci limitiamo a comprare senza poter influire sul modo in cui sono stati scoperti o sulle regole che ne determinano efficacia e sicurezza. Sarà così anche per le terapie messe a punto grazie alle cellule staminali».

Questo ha dei costi sul piano della modernizzazione del paese?
«Lei che ne dice?».

Condannati all’emarginazione scientifica, dunque. Ma forse anche un po’ opportunisti: quanto è etico mettere la testa sotto la sabbia sapendo che tanto poi godremo ugualmente dei benefici delle staminali?
«Se dobbiamo discutere di questi temi, che esulano l’ambito scientifico, io premetto che rispetto tutte le opinioni. Io ho la mia, ma insomma…».

E qual è la sua?
«Penso che dobbiamo cercare di fare bene il nostro mestiere: cercare terapie per le malattie che affliggono l’uomo. E per far questo è necessario che ci diano i mezzi per farlo. Impedirci di lavorare sugli embrioni non ci mette nelle condizioni migliori».

Ma un paletto alla ricerca deve pur esserci?
«Sì, e in molti paesi ci sono limitazioni all’uso degli embrioni umani per la ricerca biomedica che stabiliscono il limite dei 14 giorni dalla fertilizzazione del gamete femminile, oltre i quali scatta il divieto. Mi pare un limite scientificamente ragionevole e accettabile».

È il dettato della legge inglese. Ma il nostro è un paese cattolico.
«È vero, e nel rispetto delle convinzioni di ciascuno possiamo anche discutere ulteriori limitazioni. A molti, a esempio, sembra ottuso il divieto di utilizzare gli embrioni congelati, risultato di precedenti interventi di fecondazione assistita e mai impiantati nell’utero della madre. Sono embrioni destinati a morire, e a essere buttati via: perché non accettare che siano donati alla scienza per la ricerca di nuove terapie».

È quanto chiede l’Accademia dei Lincei. E quanto molti scienziati cattolici indicano come un terreno di compromesso possibile.
«Ho detto che non esprimo opinioni sulle convinzioni religiose, io mi occupo di cose medico-scientifiche. So soltanto che gli embrioni che giacciono congelati basterebbero a lavorare tantissimi anni e a permetterci di scoprire nuove strade».

Un altro dei quesiti referendari riguarda la proibizione, sancita dalla Legge 40, di effettuare diagnosi precoce sugli embrioni. Secondo lei, ha senso?
«Non ha nessun senso. Mettiamoci davanti a questo piccolo numero di cellule che viene chiamato embrione: potergli prelevare una cellula per sapere se è affetto da malattie gravi a me pare un grande progresso medico, molto utile per l’uomo. Proibirlo è un insulto alla medicina».

Non crede allora che questo divieto sia umiliante per i genetisti impegnati a prevenire queste malattie?
«Noi lavoriamo per battere le patologie che affliggono l’umanità. E molto del lavoro dei genetisti ha proprio come immediata applicazione la possibilità di scoprire le malattie ereditarie. Se la legge impedisce di mettere in pratica questo lavoro, io francamente non capisco perché si continui a fare ricerca scientifica».

Cosa ci preclude allora questa legge?
«Pensiamo alla possibilità che ci offre la terapia genica sull’embrione: prelevare qualche cellula e curare molte malattie terribili che affliggeranno il bambino e l’adulto. Senza il lavoro scientifico sull’embrione questo non sarà mai possibile, ad esempio. Ma l’elenco è lungo».

Lei vota in Italia?
«No».

E cosa consiglia agli elettori italiani?
«Quattro sì. Per battere i grandi killer».

SI, SI, SI, SI

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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39 thoughts on “

  1. Ma lo sai che la Moratti si astiene? Non avevo dubbi… Motivo in più per andare a votare e votare 4 sì!

    Baciotto*

  2. Sai che siamo d’accordo e che voterò 4 sì, ma la posta in gioco va molto oltre questa consultazione referendaria. Questa è solo una mossa di una partita in cui è sempre più in pericolo la nostra Costituzione e l’indipendenza del nostro Stato dalla teocrazia. Spero di esagerare, spero con tutto il cuore che i fatti smentiscano queste funeste ansie. Bacio. harmonia

  3. Afef Jnifen Tronchetti Provera, conduttrice tv: «Non ho alcun dubbio, voterò quattro sì. La legge va cambiata».


  4. Luca Barbareschi, attore: «Voterò sì. È vergognoso l’inginocchiamento della politica davanti al Vaticano. Viviamo in uno Stato laico, siamo nel 2000 e le streghe non si bruciano più. Va mantenuta la tradizione che ha fatto dell’Italia un paese migliore, la tradizione dei grandi laici come Verga, Sciascia, Salvemini. Questo referendum è un appuntamento importante per capire se esiste un’Italia laica, intelligente e tollerante».

  5. Monica Bellucci, attrice: «Quattro sì: perché questa è una legge che neanche Torquemada avrebbe potuto concepire. È un’offesa alla donna sotto tutti i punti di vista».

  6. Cisko Bellotti, cantante dei Modena City Ramblers: «Voterò più di un sì. È sbagliato che la Chiesa prenda posizione in modo così forte a favore dell’astensione. Invitare a non partecipare è segno di inciviltà».

  7. Giuliana Benetton, imprenditrice: «È inaccettabile restare indietro rispetto agli altri paesi sulla ricerca scientifica. È inaccettabile trattare in questo modo le donne che desiderano un figlio. I miei quattro sì sono prima di tutto in nome della solidarietà umana».

  8. Paolo Bonolis, conduttore tv: «Quattro sì perché penso che l’uomo, nella sua limitatezza, debba avere il diritto di poter scegliere, garantito da una legge che gli permetta di scegliere bene».

  9. Giorgio Cagnotto, campione di tuffi: «Preferirei che su un argomento del genere si esprimessero scienziati e filosofi, ma poiché mi si chiede di votare, dirò sì».

  10. Novella Calligaris, medaglia d’argento nel nuoto alle Olimpiadi di Monaco del’72: «Quattro sì sparati. Fatico a pensare come si possa votare no e mantenere in vita una legge ingiusta come questa».

  11. Roberta Capua, conduttrice tv: «Voterò sì a tutti i quesiti. Anche se la parte della legge che più mi pare orribile è quella che vieta di produrre più di tre embrioni e congelare quelli non utilizzati».

  12. ooopppsss Pat mi puoi far sapere quando puoi come si fa a far suonare una sola volta la musica di sottofondo?

    un bacio..

  13. Come ben sai io non posso ancora votare , ma voterei 4 Si’.

    Quello che più urta di questo referendum è l’invito ai cittadini a NON recarsi alle urne…Un ritorno al Medioevo…

    Felice che la mia Nizza risvegli in te piacevoli ricordi 🙂

    Bacioni

    Claudia

  14. sì sì sì sì

    per chi vuole un figlio senza fare un pellegrinaggio all’estero, per chi deve avere una speranza di guarigione con le cellule staminali, per la nostra coscienza libera da falsi dogmi…ciao Patt,

    m.

  15. Felice week-end, Patt, pieno di tanta tanta gente che andrà a votare, dimostrando che noi Italiani vogliamo usare la nostra testa e non ci lasciamo condizionare, soprattutto nelle decisioni importanti.

    Baciotto* Ciao:-)

  16. Caro Patt… ho visto il tuo commento sull’altro blog…e lì ti ho risposto..

    Che bello, non sapevo che ci fossi anche tu!!

    Buon fine settimana e vota bene 😉

    Baci otti

    Claudia

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