Cartelloni selvaggi, solo una questione di chip.

In occasione della turnazione elettorale delle prossime elezioni regionali e amministrative che si svolgeranno il prossimo 3 e 4 aprile, ho pensato bene di acquistare, alla modica cifra di 250 euro, un bel paio di Adidas 1, definita "la prima scarpa che pensa". Fornita di un sensore con un processore, questa scarpa ha la capacità di elaborare 20 mila pensieri al secondo, nel momento in cui l’individuo che le indossa [il sottoscritto], percepisce una sensazione tattile di disgusto nei confronti di alcuni candidati che in questo periodo,  materializzandosi dal nulla, imperversano con le loro odiose immagini sui cartelloni pubblicitari elettorari.
Cosa centrano le mie Adidas 1 tecnologiche con i cartelloni pubblicitari? Semplice, da quest’anno per combattere "cartellone selvaggio", lo spazio elettorale messo a disposizione per i candidati, è fornito di un occhio elettronico manovrato da un chip per monitorizzare tutte le operazioni di affissione, impedendo agli attacchini abusivi di affiggere manifesti e foto elettorali in spazi riservati. Nel medesimo istante, il chip è in grado di "fotografare" tutte quelle azioni "irregolari" di chi ha l’abitudine di strappare "i faccioni elettorali" dei candidati dei partiti politici con cui non simpatizza.
E l’acquisto delle mie Adidas 1? Ecco, ci siamo, le ho acquistate per aggirare il chip elettronico dei cartelloni pubblicitari. Non potendo più strappare i manifesti elettorali protetti dal controllo del chip, aggirerò l’ostacolo, lanciando contro i faccioni che "odio", le mie scarpe Adidas 1, fornite di chip.

Per "manifestare" le tue simpatie

L’ULTIMA FOLLIA DI ADIDAS
   
Il massimo del wearable è la scarpa hi-tech
 
di Fabio De Lorenzi
 
Una calzatura col computer. E che computer! Un cervellone piccolo piccolo capace di raccogliere le informazioni inviategli da una serie di sensori ed elaborarle sulla scorta di ben 10 mila algoritmi. In arrivo c’è "1", e il jogging non sarà più lo stesso.

Dopo tre anni di sviluppo coperti dal più rigoroso riserbo, applicando in concreto il suo ultimo karma pubblicitario, Adidas ha fatto sì che d’ora in poi possedere un bel paio di scarpe intelligenti non sarà più una cosa impossibile.
Dopodiché, spegnendo di colpo la creatività nel naming, ha battezzato le calzature misteriose semplicemente "1" e le ha presentate al mondo. Questo anche perché "il concetto di scarpa intelligente è già grandioso di per sé", ha dichiarato Christian Di Benedetto, uno degli scienziati che hanno seguito in prima persona il progetto.

A partire dal prossimo dicembre, "1" farà la sua comparsa nei negozi e sborsando l’equivalente di mezzo milione di vecchie lire sarà possibile accaparrarsene un paio e conquistare così quel quid che mancava alla passeggiata mattutina nel parco o al jogging del dopo-lavoro. In tutti i casi, il tipo di terreno che il possessore farà loro calcare sarà indifferente: le nuove scarpe saranno in grado infatti di riconoscerlo e adattare dinamicamente la durezza della suola per offrire a chi le sta indossando il massimo in termini di prestazioni, di comodità e anche di sicurezza.
Attenzione però: i vertici Adidas tengono a precisare che "1" non è un gadget, ma un lungo passo in avanti (è proprio il caso di dirlo) nelle tecnologie indossabili, le cosiddette "wearable". A confermare la tesi contribuiscono in effetti i sofisticati congegni all’avanguardia posizionati all’interno delle suole.

Il cuore dell’intero sistema è un minuscolo computer programmato per acquisire da una serie di appositi sensori le informazioni relative alle caratteristiche del fondo e per elaborarle facendo uso di qualcosa come 10 mila algoritmi. Sulla base delle risposte, l’elaboratore passa poi a comandare a un motore la compressione o l’ammorbidimento della suola in modo tale da farle assumere la configurazione ottimale anche in considerazione dello stile e della postura di chi corre o passeggia.
I sensori incaricati di "sondare" il terreno sono molto sofisticati, se si pensa che la loro capacità arriva fino a 20 mila letture al secondo. Per verificare a quale stadio di ammortizzamento la suola si trovi, l’utente (o l’atleta?) può in ogni momento consultare la scala a spie luminose situata in una sorta di minuscolo pannello di controllo posizionato in prossimità del tacco. Per quanto consistente, tutto questo armamentario tecnologico non va a influire sulla leggerezza della scarpa: rappresenta infatti soltanto il 10 per cento – corrispondente all’incirca a 40 grammi – del suo peso complessivo.
Nella confezione, "1" è accompagnata da un Cd-Rom che contiene le istruzioni per farne l’uso più corretto. Nessuna particolare raccomandazione se non quella di ricordarsi di sostituire la batteria che alimenta il sistema ogni centinaio di ore di utilizzo.

ADDIO AI MANIFESTI ABUSIVI
Tiscali tecnologia.

Tempi duri per le società che hanno la cattiva abitudine di affiggere cartelloni pubblicitari senza aver prima ottenuto la concessione dagli organi competenti. In Italia, e più precisamente a Venezia, sono infatti entrati in servizio i nuovi sistemi di tracciamento elettronico che consentiranno la verifica, in tempo reale, dei termini delle concessioni. Il cuore del sistema, spiegano dall’amministrazione comunale, è un rivoluzionario microchip prodotto in Italia. Grazie ad esso la pubblica amministrazione potrà gestire automaticamente la pubblicità sui cartelloni stradali e lungo le strade del veneziano.
L’iniziativa, la prima di questo genere nel nostro Paese, permetterà una drastica riduzione dell’abusivismo, permettendo di individuare rapidamente quelle pubblicità non in regola con i permessi. Il chip installato nei cartelloni, hanno fatto sapere i responsabili del progetto, si chiama "Itinera Rfid" e, messo a punto dalla Magnosys di Rimini, è stato illustrato a Mestre al Centro Servizi della Provincia di Venezia dall’Assessore alla Viabilità e alla Sicurezza Stradale, coadiuvato dai tecnici dell’azienda romagnola Pierluigi Catani e Amedeo Magnotta.
Già in uso nel campo della logistica e nel settore della tracciatura dei bagagli in alcuni importanti aeroporti del mondo, il chip viene usato anche presso la Biblioteca Vaticana, per la catalogazione dei testi.
Stando a quanto spiegato da alcuni dipendenti dell’amministrazione comunale di Venezia, il microchip verrà inserito all’interno di una moderna etichetta che andrà poi incollata sul cartellone pubblicitario. Una speciale resina impedirà agli elementi di rovinare il circuito in modo da consentirne il recupero e il riutilizzo dopo una doverosa riprogrammazione.
  
 

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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29 thoughts on “

  1. me ne presti una, che siamo anche noi sotto elezioni? 🙂 Un bacio caro Patti, buon weekend. Flor

  2. Mi sfogherò nella pensilina dove prendo l’autobus la mattina.Forse lì ci si salva un pò,magari con uno sciarpone.E’ così creativo disegnare un paio di cornetti o di baffi germanici a chi so io!

  3. i gnocchi cinesi sono nelle tue scarpe!

    attento alla concorrenza sleale

    compra solo roba tarocca

    i cinesi son dappertutto

  4. sapessi quanti cartelloni abusivi ci sono nella mia zona!!!! ma il vero problema sai qual’è? che sono o di destra o di alleanza nazionale!!!!! ma ho deciso che nel mio quartiere (almeno) tra poco spariranno hehehehehehe…a buon intenditor poche parole :PPPP buona serata un bacio

    Stria*

  5. … piano piano sistemerò anche me stessa, spero;-)

    Grazie per il tuo sostegno. Baciotto*, vado a litigare con i signori/le signore TAGS!

  6. Ciao! Segnalo che il link del mio blog è sbagliato..e ringrazio per la cortesia di avermi linkata! Smack!

  7. Hey Patti!! Io credevo che scherzassi, invece ‘ste cavolo di scarpe col chip esistono davvero!!

  8. oltre a pensare, per quella “modica” cifra la scarpa non potrebbe pure farmi le pulizie di Pasqua?

  9. Grazie mille Patt del tuo aiuto! ora con un nuovo browser funziona tutto! Il problema stava negli aggiornamenti di internet explorer! ti devo un favore! Buon week end! Baci

  10. ti adoro ti adoro ti adoro…

    ma come fai ? le pensi di notte?

    un bacio sorriso grande grande per te Pat

    🙂

  11. Dici che se le lanci contro il faccione del nano diventano durissime e rompono tutto??

    Senti, visto che sei giovane e sportivo, perchè in estate non passi un w.e. da me, ti porti una tenda (da mettere fuori del recinto caprette se no ti svegli al mattino con delle leccate caprine sul viso…), sotto c’è una spiaggia di un campeggio pieno di bellezze teutoniche, unire l’utile al dilettevole…

    Buona settimana, Paolo

  12. scarpe speciali ..direi..!

    un sorriso

    veradafne

    ( sei già stato sul blog della comunicazione politica? ..di stefanomassa?

  13. Sarò scema, ma ogni volta che guardo cippo pazzo mi fa ridere.

    ‘notte, Patt!

    P.S. Mi dispiace per la pedata, poverinooo…

  14. hmmmmm…… ma monitorizzano anche il lancio di una bottiglia di vetro piena di inchiostro???

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