Trump Trigger l’app che avverte quando Donald Trump twitta sulle società di cui si possiedono delle azioni

Donald Trump eletto Presidente degli Stati Uniti dal 20 gennaio sarà alla guida del paese più potente del mondo, nel frattempo il suo account Twitter detiene già molto potere sul mercato azionario, i suoi tweet hanno causato ripercussioni su diversi titoli tra cui Boeing, Lockheed Martin, General Motors e, più recentemente, Toyota.
Trigger, l’applicazione gratuita per iPhone, fornisce dati in tempo reale per gli investitori, per questo nuovo fenomeno del mercato azionario, per il monitoraggio degli investimenti ha aggiunto una nuova funzionalità denominata “Trump Trigger “, sulla base dei tweet di Trump offre agli utenti la possibilità di negoziare i titoli delle società di cui si possiedono delle azioni. La funzione in tempo reale informerà quando i tweet di Trump riguarderà i nostri titoli in borsa, in questo modo si potrà intervenire per spostarli o gestirli in base alle reazioni del mercato sulle “riflessioni” di Trump.

trigger app
Trigger in un post nell’annunciare “Trump Trigger” ha scritto:
«Trump dal giorno dell’elezione sta attivamente twittando, non è una sorpresa, ciò che nessuno aveva previsto è che un singolo tweet è stato in grado di sradicare miliardi di dollari di capitalizzazione delle grandi aziende.
L’aumentato rischio del “tweet politico” è familiare per investitori professionali e gli hedge fund di Wall Street, per questo hanno esperti impegnati 24 ore il giorno, supportati da algoritmi intelligenti e modelli finanziari. Il problema è per gli investitori individuali non hanno strumenti adeguati per reagire in modo automatico».
La potenza di Trump nel spostare i mercati l’ha dimostrata all’inizio di questa settimana dopo che ha preso di mira la General Motors minacciando di imporre una “grande tassa di confine” sulla casa automobilistica accusata di inviare ai concessionari americani le Chevy Cruze costruite in Messico, passando il confine senza pagare le tasse. Le azioni General Motors sono scese dell’1%, poi prima dell’apertura del mercato hanno recuperato la perdita. Nel mese di dicembre un tweet di Trump: “L’F-35 costa troppo” aveva fatto crollare a Wall Street il titolo Lockheed Martin.
Justin Connidis, avvocato a Toronto, esperto in diritto, ha detto che i tweet di Trump probabilmente non violano le leggi sui titoli azionari negli Stati Uniti, a condizione di rientrare come “commenti politici validi, o comunque protetti da libertà di parola“.
Il fenomeno tuttavia ha sollevato preoccupazioni di diversi esperti, Michael Hiltzik editorialista del Los Angeles Times ha scritto:
«Le dichiarazioni di un presidente su qualsiasi cosa, inevitabilmente fanno rumore, a volte è necessario, ma il potere di spostare i mercati, come il potere di schierare eserciti, è qualcosa che deve essere utilizzato con molta parsimonia, perché la gente può farsi male per colpa di parole e proiettili vaganti».

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