Trump indifferente alla lotta all’HIV/AIDS, sei membri del consiglio consultivo si dimettono

Il consiglio consultivo in materia HIV / AIDS (PACHA) ha perso sei membri, si sono dimessi accusando l’amministrazione del Presidente Trump di invertire le politiche sanitarie positive per la lotta contro l’HIV / AIDS grazie a un presidente che “semplicemente non si cura“.
Scott Schoettes, tra i sei dimissionari, in un editoriale per Newsweek ha scritto:
«Come sostenitori per le persone che vivono con l’HIV, abbiamo dedicato la nostra vita alla lotta contro questa malattia, nel vedere di non essere più in grado di farlo in modo efficace entro i confini di un organo consultivo, ci ha fatto prendere la decisione di dimetterci dal PACHA. Non potevamo stare a guardare il Presidente Trump  far regredire le politiche sanitarie che consentono alle persone che vivono con l’HIV / AIDS di ottenere i “farmaci salvavita” di cui hanno bisogno.
Il consiglio consultivo in materia HIV / AIDS (PACHA) è stato costituito nel 1995 dal presidente Clinton per fornire raccomandazioni per fronteggiare l’epidemia di AIDS che era in corso, confermato nel 1987 dalla Commissione del Presidente Ronald Reagan sull’epidemia di HIV e nel 1988 della Commissione Nazionale per l’AIDS.
PACHA dal 2009 sotto il presidente Barack Obama, ha aiutato l’amministrazione a organizzare una nuova strategia nazionale, progettata per ridurre le infezioni, aumentare l’accesso alle cure, ridurre le disuguaglianze sanitarie, e coordinare una risposta nazionale.
Il Consiglio aveva notato segnali preoccupanti per questo importante problema di salute pubblica durante le ultime primarie, dopo aver incontrato il Segretario Hillary Clinton e il senatore Bernie Sanders, non ha avuto l’opportunità di parlare con l’allora candidato Trump.
La sua amministrazione da quando è diventato Presidente non ha provveduto a formulare una strategia per combattere la malattia, ciò è preoccupante perché oltre a danneggiare le persone che convivono con l’HIV, inevitabilmente blocca o inverte importanti successi raggiunti nella lotta contro questa malattia.
Ci auguriamo che i membri del Congresso che hanno il potere di influenzare la riforma sanitaria s’impegneranno con noi e altri sostenitori, giacché l’Amministrazione Trump a quanto pare non lo farà».

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