Selfie dall’inferno: quando i selfie diventano un incubo (video)

Selfie dall’inferno, o quando i selfie diventano un incubo, è uno spaventoso breve cortometraggio diretto dal team di “Zombie Fuck you”, in meno di due minuti all’insegna del selfie conduce in uno stato di paura e di apprensione (vedi video).

Pronti a scatenarvi con il vostro prossimo selfie? Vi piace avere paura? Vi consiglio di guardare “Tuck Me In” (Rimboccami le coperte), regia di Ignacio F. Rodó, nel 2014 ha vinto il Filminute Award (leggi più avanti) ed è facile capire il perché, in soli 60 secondi, con due personaggi (padre e figlio) presenta un colpo di scena inquietante.
La cosa più interessante è l’ispirazione del cortometraggio. Circa un anno fa un utente sul forum AskReddit ha fatto una semplice richiesta, sentire dagli utenti le migliori storie d’orrore in appena due righe.
La frase (dialogo) tra padre e figlio adattata al cortometraggio “Tuck Me In” (vedi video) è stata scritta da Juan J. Ruiz.

Alex è ora di andare a letto”;
Papà, mi puoi rimboccare?“;
“Certamente”; “Buona notte, Alex”;
Hai dimenticato di guardare sotto il letto“;
“Certamente. Sono spiacente, amico”;
(colpo di scena) Il padre guarda sotto il letto, un bambino identico al figlio lo guarda e dice: “Papà, c’è qualcuno nel mio letto“.

Filminute dall’1 al 30 settembre è il Festival del cinema internazionale di un minuto, la sfida per registri, scrittori, animatori, artisti, designer e produttori creativi è di sviluppare e presentare in un minuto i migliori film al mondo.

Che cosa rende grande un film di un minuto?
I migliori film di un minuto (i premi saranno annunciati il 7 ottobre 2015), di là dal brevissimo tempo, influenzano il pubblico allo stesso modo di un grande film. La sfida, ovviamente è quello di fare tutto in 60 secondi – né più né meno.

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