Perché la Thailandia su YouTube ha bloccato un video di Charlie Chaplin?

Il video di Charlie Chaplin in Thailandia ha causato problemi politici. La clip tratta da Il grande dittatore un film statunitense del 1940 diretto, prodotto e interpretato da Charlie Chaplin (rappresenta una forte parodia del nazismo, prende di mira direttamente Adolf Hitler e il movimento nazista tedesco), su richiesta della giunta militare al governo era stato bloccato su YouTube, non disponibile per gli utenti thailandesi.
I media locali riportano che tutto è iniziato lo scorso 11 giugno, quando la Thai Academic Network per i diritti civili ha esortato la popolazione a guardare il discorso del film Il grande dittatore in cui Charlie Chaplin incoraggia le persone a prendere il controllo del potere autocratico. Lo scopo dietro la promozione del video, disponibile con i sottotitoli thailandesi, era quello di indirizzare il potere amministrativo in corso, controllato dai militari.
Gli utenti thailandesi il 24 giugno 2017 hanno riferito che il video non era più disponibile su YouTube, un breve messaggio informava: “Questo contenuto non è disponibile sul dominio di questo Paese a causa di un reclamo legale da parte del governo”.
Il gruppo di avvocati della Thai Academic Network per i diritti civili, ha detto che probabilmente a inviare la richiesta di bloccare il video era stato il Ministero dell’Economia Digitale e delle Società.
La gente del posto su Twitter e Facebook ha espresso il proprio dissenso alla giunta militare. L’ondata di critiche, presumibilmente ha reso nuovamente disponibile il video dal 27 giugno 2017.
Pravit Rojanaphruk, giornalista attivista dei diritti umani (indagato più volte per i suoi articoli in difesa della democrazia e la libera espressione, dopo il Colpo di Stato, è stato arrestato, detenuto per una settimana con l’accusa di lesa maestà), sulla censura del video YouTube di Charlie Chaplin ha descritto la mossa della giunta militare come “dittatoriale, follemente esilarante“, mentre Bangkok Post senza mezzi termini ha parlato di “censura aggressiva” del governo. In un editoriale ha scritto:
«Chi ha incaricato YouTube di bloccare l’accesso agli utenti thailandesi probabilmente rimarrà un mistero. La vera domanda è perché?».
Il video prima di essere bloccato, era stato visto da poche decine di persone. Ora che il regime l’ha reso famoso, e YouTube correttamente l’ha sbloccato, più di 13.000 persone hanno cliccato per vederlo».

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