La Finlandia si scusa per il dolore e gli abusi subito da generazioni di bambini in istituti d’assistenza statali

Lo Stato finlandese è entrato nella lista di governi che formalmente si sono scusati per le generazioni di bambini che hanno subìto abusi in strutture d’assistenza statali. Finland Today riporta che Juha Rehula, ministro degli affari di famiglia e servizi sociali, il 20 novembre 2016 in una cerimonia pubblica alla presenza di donne e uomini, età compresa tra i cinquanta e sessanta anni, ha detto: «Il messaggio è stato ascoltato. Il lungo silenzio è finito, porgiamo le nostre profonde e sincere scuse per quanto è successo».
Le scuse sono arrivate in seguito alla ricerca effettuata dall’Università di Jyväskylä, pubblicata dal governo all’inizio di quest’anno, ha esaminato i maltrattamenti e gli abusi compiuti nel sistema di welfare del paese tra il 1937 e il 1983. E’ stato stimato che circa 150.000 bambini in quel periodo hanno subìto abusi in orfanotrofi, scuole per bambini con problemi comportamentali, ecc.
I ricercatori hanno posto domande a trecento persone tra quelle che sono state abusate, gli intervistati hanno raccontato le loro esperienze di violenza fisica e sessuale, carenza di cibo, negligenza sanitaria e una grande varietà di umiliazioni.
Pirjo Markkola, professoressa di storia presso l’Università di Tampere, in Finlandia, tra gli autori dello studio ha detto:
«Il risultato della nostra ricerca ha evidenziato che stati di negligenza, abuso e violenza contro i bambini si sono verificati in tutte le forme di affidamento in strutture di ricovero, assistenza, case-famiglia. La mancanza di controllo e d’ispezione, e poche risorse sono stati tra i motivi che hanno permesso molti abusi.
Il gesto del governo è stato molto significativo perché la Finlandia non ha molta cultura di chiedere scusa, queste sono le prime scuse pubbliche a largo raggio espresse per conto dello Stato. Non è stata ancora presa una decisione su eventuali risarcimenti».
Negli ultimi anni molti paesi occidentali si sono scusati per gli abusi commessi a bambini affidati a organismi di assistenza sociale dello Stato. Il governo canadese nel 2008, formalmente si è scusato con la sua popolazione indigena per l’abuso fisico che dalla metà del 19° fino al 20° secolo ha subìto nelle scuole cattoliche. L’Australia nello stesso anno ha chiesto scusa per le “generazioni rubate” di bambini indigeni e di razza mista prelevata con la forza dalle loro famiglie durante i primi decenni del 20° secolo; l’anno successivo, si scusava anche per 500.000 australiani che hanno subìto violenze in orfanotrofi e case per bambini.
Il Regno Unito nel 2010 ha chiesto scusa per aver inviato tra il 1920 e il 1960 oltre 130.000 bambini nelle ex colonie, dove erano sottoposti a vari tipi di abusi da parte di chi avrebbe dovuto prendersi cura di loro.
Enda Kenny primo ministro irlandese nel 2013 in nome del Governo ha chiesto scusa per le migliaia di donne, spesso bambine, rinchiuse nelle “Magdalene Laundries” le lavanderie dei conventi nella cattolicissima Irlanda e lì segregate per tutta la vita. La loro “colpa”? Essere ragazze madri. Le giovani donne erano schiavizzate, lavoravano senza stipendio, con poco cibo, niente aria e molta preghiera. Passavano tutto il resto della loro vita nei sotterranei delle monache, in istituti sparsi in tutto il paese. Scomparivano per sempre dalla circolazione e la rispettabilità delle famiglie era salva. L’ultima “Magdalene Laundry” è stata chiusa soltanto nel 1996.

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