La Cina vieta ai musulmani Uighur di usare la propria lingua nelle scuole

Le autorità della regione cinese di Xinjiang hanno bandito i musulmani dall’uso del loro linguaggio nelle scuole. I funzionari del partito comunista nella provincia cinese hanno proibito l’uso del linguaggio uiguro nelle scuole. Ciò avviene in seguito a rigorose restrizioni sui musulmani della regione, incluso un divieto di digiuno durante il Ramadan, un giro di vite sulla cultura musulmana a favore dei valori cinesi. Gli ultimi anni hanno visto scontri sanguinosi nella regione tra il governo e alcuni locali, che il partito comunista ha accusato di essere militanti e separatisti islamici.
Xinjiang è la regione più arida della Cina, deserti e montagne coprono una superficie di 1.650.000 km², quattro volte più grande della California. La popolazione islamica Uighur secondo i dati del censimento cinese, costituisce circa 9 milioni di 22 milioni di abitanti della regione, ma le fonti non ufficiali affermano che i musulmani costituiscono la maggioranza con 15 milioni di abitanti. La popolazione Uighur è etnicamente distinta dalla maggioranza cinese della popolazione Han.
Lo scorso maggio un avviso sul sito web del governo regionale di Xinjiang ha avvertito che nelle scuole sarà proibito l’uso del linguaggio Uighur, dal prossimo settembre, inizio del nuovo anno scolastico, dovrà essere utilizzata solo la “popolare lingua nazionale“.

Divieto Ramadan
Un funzionario Uiguro ha dichiarato a Radio Free Asia che “anche i manuali Uighur saranno sostituiti da libri di testo cinesi“. Il governo cinese anche se riconosce 56 diverse minoranze etniche, tra cui gli Uighurs, ha cercato di colpire diverse culture per creare una società omogenea sotto il comunismo.
Molti musulmani del paese dicono di sentirsi vittime dello stretto controllo del governo sulla regione, accusano il governo cinese di colpire l’attività musulmana con la scusa di “affrontare l’estremismo e il comportamento terroristico“.
La Cina nel novembre 2016 ha ordinato ai residenti di Xinjiang di consegnare i passaporti alla stazione di polizia locale e tornare negli uffici quando avevano necessità di utilizzarlo; nel mese di maggio, è stato vietato il digiuno durante il Ramadan, i ristoranti sono stati costretti a rimanere aperti.
L’associazione statunitense Uighur ha dichiarato: «Gli Uighurs da decenni sono sottoposti dal governo cinese a gravi violazioni dei diritti umani, compresa l’arbitraria detenzione e restrizioni alla loro libertà religiosa e ai diritti sociali e culturali».

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