Inquinamento, trovati antidepressivi nel cervello dei pesci

Lo studio pubblicato sulla rivista Environmental Science and Technology ha evidenziato che alte concentrazioni d’ingredienti antidepressivi e dei loro sottoprodotti sono state trovate nel cervello dei pesci nei Grandi Laghi.
Il rilascio continuo di prodotti farmaceutici e prodotti per la cura personale (PPCP) nei sistemi d’acqua dolce impatta sulla salute degli organismi acquatici, questo studio valuta le concentrazioni e la bioaccumulazione dei PPCP e l’assorbimento selettivo di antidepressivi nei pesci del fiume Niagara, collegato a due dei grandi laghi nordamericani (Erie e Ontario).
I principali inquinanti osservati sono stati gli antidepressivi citalopram, paroxetina, sertralina, venlafaxina, bupropione e i loro metaboliti norfluoxetina e norsertralina e la difenhidramina antihistamina.
Il team di ricercatori dell’università di Ramkhamhaeng e l’università di Khon Kaen in Tailandia, l’università di Buffalo, l’università di Stato di New York e il Suny Buffalo State hanno trovato i farmaci nel cervello, fegato, muscoli e gonadi di una varietà di pesci, tra cui la spigola bianca e gialla.
Diana Aga, ricercatrice dell‘Università di Buffalo, ha aiutato l’autore dello studio, ha dichiarato:
«I pesci ricevono questo cocktail di farmaci 24 ore il giorno, troviamo questi farmaci nel loro cervello. E’ una minaccia per la biodiversità, dobbiamo essere molto preoccupati.
I farmaci nei fiumi e laghi provengono da acque reflue e impianti di trattamento dei rifiuti, il problema potrebbe essere ridotto ammodernando i vecchi impianti di deputazione, utili per la rimozione di azoto, fosforo e carbonio organico disciolto, ma ci sono tante altre sostanze chimiche che influenzano il nostro ambiente, di conseguenza la fauna selvatica è esposta a tutte queste sostanze chimiche.
Gli effetti di questi farmaci sulla biologia del pesce non sono completamente compresi, potrebbero influenzare il loro comportamento, altri team di ricerca hanno dimostrato che gli antidepressivi possono influenzare il comportamento alimentare dei pesci o i loro istinti di sopravvivenza, alcuni pesci potrebbero non riconoscere la presenza di predatori».

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