Creati pazienti virtuali con disturbi mentali per interagire con i futuri psicologi e psichiatri (video)

La nuova tecnologia presentata dall’American Psychological Association, ha permesso di creare per i terapisti, pazienti virtuali che mimano realisticamente i sintomi di disturbi psicologici clinici.
Albert Rizzo, psicologo, esperto di tecnologia di realtà virtuale, ricercatore presso la University of Southern California Institute for Creative Technologie, ha detto:
«Il continuo miglioramento di questa tecnologia, avrà un impatto significativo sulla tecnica della formazione clinica nel campo della medicina e della psicologia. Gli esseri umani virtuali, ora possono essere altamente interattivi, l’intelligenza artificiale è in grado di portare avanti una conversazione con gli esseri umani. Sono state poste le basi per la nascita di intelligenti esseri umani virtuali da utilizzare in ambienti di formazione clinica.
I primi pazienti virtuali con problemi psicologici, in grado di interagire con i tirocinanti in psichiatria, si chiamano Justin e Justina.
 Justin, rappresenta un giovane di sedici anni, ha un disturbo della condotta, è costretto dalla sua famiglia a partecipare alla terapia.
Justina, la seconda iterazione, con un livello più avanzato di questa tecnologia, rappresenta una vittima di violenza sessuale, è stata progettata per manifestare sintomi di disturbo post traumatico da stress.
In un primo test, a quindici studenti di psichiatria,  è stato chiesto di interagire per quindici minuti con Justina. Il video mostra uno dei quindici studenti fare una serie di domande alla “vittima”.

Justina, programmata con il software di riconoscimento vocale, tramite schermo e computer, risponde alle domande dello studente, questi, al termine della conversazione, è in grado di fare una diagnosi preliminare.
Il nostro laboratorio di realtà virtuale, recentemente ha ricevuto un finanziamento dal Dipartimento della Difesa degli USA, per addestrare i medici militari con la nostra prossima generazione di militari veterani virtuali con depressione e pensieri suicidi.
In futuro abbiamo intenzione di creare un modulo completo di formazione, con una libreria di pazienti virtuali, segnati da numerose “diagnosi” per essere utilizzate da psicologi, tirocinanti ed educatori psichiatrici.
Attualmente gli studenti di psicologia e psichiatria per acquisire la necessaria esperienza per trattare con i pazienti, sono addestrati da un gioco di ruolo con altri studenti o con i loro supervisori. Successivamente completano il tirocinio con il loro supervisore mentre svolge il suo lavoro con pazienti reali.
L’utilità di questa nuova tecnologia,  indirizzata ai medici alle prime armi, permette prima di interagire con pazienti reali, di ottenere un quadro espositivo di una varietà di condizioni cliniche in un ambiente sicuro ed efficace. Inoltre, i pazienti virtuali che abbiamo creato, sono più versatili e possono essere disponibili in qualsiasi momento. Tutto ciò che serve è un computer».

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